CONDOMINIO SOLIDALE DI SALVARO VIA SALVARO 67-69 PIOPPE DI SALVARO (BO) TEL 051917308 051917845

PROGETTO DEL CONDOMINIO SOLIDALE DI SALVARO (BO)

1. l'Associazione Comunita' Famiglia e il condominio solidale

1.1 La storia

L'idea di un organismo di volontariato che promuovesse esperienze di vita comunitaria tra famiglie o gruppi, aperto a varie forme di solidarietà e socializzazione, nasce nel 1978 con la prima comunità di Villapizzone, a Milano. Motore ed essenza di questa associazione é la convinzione che le persone e le famiglie, valorizzando la loro diversità, se cammineranno verso la realizzazione delle proprie aspirazioni, in un contesto di fiducia, accoglienza, sobrietà, solidarietà, condivisione e responsabilità, realizzeranno un altro modo di vivere che contagerà chi sarà loro vicino. Attualmente l’associazione Comunità e Famiglia (ACF) fondata nel 1988, si é strutturata in Associazioni regionali che sono l’interfaccia giuridicamente adeguata che si pone come garanzia tra i proprietari di un immobile - le amministrazioni pubbliche, le autorità ecclesiastiche, privati - e le famiglie e le persone che vogliono realizzare il proprio progetto. Sul territorio nazionale sono sorti finora circa 20 condomini solidali, localizzati soprattutto in Lombardia. Negli ultimi anni sono inoltre nate decine di gruppi di condivisione, con centinaia di famiglie coinvolte nel promuovere attività di utilità e solidarietà sociale, e un distretto di economia solidale che coinvolge attualmente una quindicina di imprese (sociali e non) che aderendo alla Carta Italiana dell'Economia Solidale si impegnano a portare i valori di ACF nel proprio operato quotidiano. L'Associazione collabora con altri soggetti - Fondazione I Care, diocesi, Caritas, Banca Etica, Bilanci di Giustizia, Rete Italiana Economia Solidale , enti pubblici e privati - per progetti comuni. Nel giugno 2002 si é costituita ACF Emilia Romagna che é iscritta nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato dal luglio del 2002. Dal giugno 2003 inoltre si é costituita l’associazione socio-culturale Mondo di Comunità e Famiglia (MCF), che promuove attività di utilità sociale, promozione umana e famigliare, riferendosi all’originaria e originale esperienza della comunità di Villapizzone a Milano. Essa ha tra gli obiettivi quello dello scambio fra le varie esperienze dei condomini solidali, le comunità territoriali (persone e famiglie che, avendo un forte radicamento sul territorio, scelgono di dare vita al loro desiderio di comunità e di solidarietà continuando a vivere nella propria abitazione), i gruppi di condivisione e le realtà lavorative ispirate ai principi dello statuto.

1.2 I valori

L'Associazione Comunità e Famiglia é nata per rispondere meglio sia alle richieste delle numerose famiglie che aspirano con generosità, ma anche con timore, ad aprirsi all'accoglienza e alla solidarietà, sia alle pressanti domande di aiuto da parte di chi é in difficoltà. Per questo l'associazione si prefigge lo scopo di rendere possibile e di organizzare l'incontro tra chi "si offre" e chi chiede aiuto, favorendo un volontariato non individuale ma di famiglia e di gruppo. Tesi e scommessa é il dare spazio e fiducia alla famiglia, convinti che essa sarà utile a sé stessa e alla società, secondo il semplice assioma: "se sto bene, mi apro agli altri; se mi apro sto meglio." Non essendoci vincoli per una specifica forma di solidarietà, ogni famiglia e comunità si esprime con caratteristiche proprie, coerenti con la propria storia e il proprio sviluppo. Di fatto negli anni sono stati privilegiati l'affido familiare e l'appoggio per giovani in difficoltà, sono accolti però anche portatori di handicap, alcolisti, anziani soli, etc.; questo a seconda del tipo di esigenze che esprime il territorio in cui il condominio solidale si inserisce.

1.3 Gli strumenti

I “gruppi di condivisione“ sono uno strumento di auto promozione della famiglia e della persona messo a disposizione di tutti coloro che sono interessati a un'esperienza di formazione all'ascolto e all'accoglienza dell'altro. Sono sorti come “raggruppamento” di persone che desideravano approfondire l'esperienza dei “condomini solidali” per capire, attraverso l'aiuto del gruppo di condivisione, se intraprendere un cammino verso un'esperienza di vita comunitaria. Col tempo hanno assunto sempre più caratteristiche di accompagnamento reciproco e aiuto al “discernimento” personale, di coppia, comunitario, offrendo quindi la capacità di guardare con chiarezza ai propri sogni, ai propri desideri e alle proprie aspirazioni facendo luce in zone d'ombra e aprendo la strada alla realizzazione di sogni, desideri e aspirazioni. Il metodo é basato sull'ascolto dell'altro e sull'assenza di dibattito nella relazione tra i componenti del gruppo; l'ascolto senza giudizio dell'esperienza altrui e la messa in comune con gli altri della propria esperienza di vita permette di aprire nuove strade prima impensate o di proseguire più spediti sulla strada della propria realizzazione (personale o familiare). La diversità delle storie che si incontrano all'interno di ogni gruppo é lo specchio poliedrico dentro il quale guardare alla propria esperienza, il tempo dedicato all'ascolto - e all'accoglienza- degli altri é la premessa indispensabile per l'ascolto e l'accoglienza di noi stessi.

1.4 I condomini solidali

I condomini solidali sono essenzialmente formati da persone e famiglie che vivono vicine, ciascuno con una propria identità e autonomia abitativa, ma tutti ispirati ai valori della sobrietà, della condivisione dei beni, del rispetto delle diversità e dell'accoglienza. Questo permette di offrire ad altre persone, in cerca di "senso" e/o in difficoltà, il calore di un contesto familiare vero, in cui crescere e ritrovare fiducia e dignità. Il modello di comunità proposto dall'Associazione é incentrato sull'autopromozione della persona, e il condominio solidale ne é il principale strumento. L'accoglienza é il frutto dello stare bene assieme e la comunità si impegna a creare le condizioni perché si possa fare accoglienza a persone o famiglie in momentanea difficoltà. L'apertura del condominio solidale alle necessità delle persone più deboli non rappresenta quindi il tentativo di supplire alla giustizia con la carità; quella carità che sancisce, e in un certo modo certifica e perpetua le ineguaglianze, che attribuisce differenze di valore tra gli esseri umani. Rappresenta piuttosto un tentativo di mettere in discussione i perché e le cause strutturali delle povertà e delle sofferenze.

I Condomini Solidali sono aperti non solo all'accoglienza ma anche a favorire forme e momenti di relazione con il territorio circostante. Di fatto esse diventano un punto di relazione tra diversi soggetti e di incontro autogestito, senza oneri per la collettività. Le strutture dove sono insediati i Condomini Solidali hanno quindi spazi riservati alle esigenze del territorio fruibili dai cittadini e dalle realtà organizzate della zona. La presenza dei condomini solidali, attraverso l'affitto simbolico, il comodato d'uso gratuito o altre forme di godimento di beni immobili o di aree non più utilizzate, può contribuire, nei rispettivi territori, a un incremento della rete di solidarietà sociale e personale con una potenziale ricaduta di benefici sul tessuto sociale e alla riqualificazione dell'ambiente attraverso il recupero e la manutenzione di strutture.

A tal fine ACF é disponibile, nelle forme di acquisizione ritenute di volta in volta più idonee, ad assumersi la responsabilità di progetti di ristrutturazione di stabili di proprietà pubblica o privata secondo i fini sopra esposti.

1.5 Le risorse

I risparmi dei condomini solidali, frutto di una ricerca di sobrietà, e le prestazione dei soci volontari sono i mezzi più importanti, se non i più consistenti dell'Associazione che utilizza anche donazioni e contributi ricevuti da persone o enti pubblici e privati, per attività straordinarie o progetti speciali. Il rapporto con Banca Etica (istituto di credito scelto per i valori si trasparenza, solidarietà ed equità che persegue) permette di dare un senso ancora più comunitario ai risparmi, sia degli associati, sia dei simpatizzanti, realizzando così una sorta di auto finanziamento, regolamentato e - a scelta - remunerativo per l'investitore. La principale fonte di sostegno quotidiano dei condomini solidali proviene dalle attività lavorative dei propri membri, nelle cooperative di lavoro gestite interamente da associati o all'esterno, come lavoratori dipendenti o autonomi; altre persone si dedicano interamente al lavoro domestico di accoglienza, di servizio alla comunità e all'Associazione. Tutte le risorse confluiscono in una cassa comune, da cui ogni famiglia preleva mensilmente, in totale autogestione e sulla base della reciproca fiducia, un assegno in bianco per i propri bisogni.

2. UN CONDOMINIO SOLIDALE A SALVARO

2.1 La storia

Le famiglie che intendono dare vita al condominio solidale di Salvaro attualmente sono quattro e sono arrivate a questa scelta anche grazie ad un percorso comune di discernimento e di conoscenza reciproca iniziato da alcuni anni. Questo incontrarsi sperimentando il metodo dell’ascolto nei gruppi di condivisione ha permesso alle diverse famiglie di maturare una fiducia reciproca e una volontà di condividere la quotidianità in uno spirito di mutuo aiuto, nella convinzione che questo le aiuti a rispondere meglio alla propria chiamata o ricerca di senso. Le famiglie sentono quindi la gratitudine e la responsabilità di andare a realizzare il primo condominio solidale in Emilia Romagna, ma in questo loro percorso non si sentono sole perchè partecipano ad una rete più vasta che è quella dell’associazione ACF Emilia Romagna e quella nazionale di Mondo di Comunità e Famiglia, che permette loro di sostenersi reciprocamente e dare al meglio il proprio contributo alla vita sociale e culturale del Paese.

2.2 I valori

Le famiglie del condominio solidale di Salvaro sentono che nel cammino di esplorazione e realizzazione del proprio percorso esistenziale, lo stare vicine è uno strumento prezioso per vivere più pienamente i valori di sobrietà, condivisione dei beni, accoglienza, rispetto della diversità che condividono con l’esperienza di Comunità e Famiglia. Tuttavia l’insediamento a Salvaro e l’incontro con la sua peculiare realtà - la natura del territorio, la storia di resistenza, il suo contesto parrocchiale, le attività associative presenti – darà anche modo di esprimere le specificità personali e del gruppo di famiglie e caratterizzerà nel concreto il condominio solidale. In un atteggiamento di apertura alle diversità e di rispetto per le differenze, vengono quindi sentite importanti la ricerca e la cura della dimensione spirituale dell’esistenza, il senso di appartenenza alla natura e la necessità di tendere verso una autosostenibilità ecologica ed energetica, la collaborazione con altre realtà associative sociali e culturali, unite alla riflessione, elaborazione culturale e comunicazione del proprio specifico, per dare il proprio contributo a un altro mondo possibile. Nella libertà, fiducia e reciproco sostegno delle famiglie del condominio solidale, la realizzazione del sogno di ciascuno potrà concretizzarsi dunque in specifiche attività lavorative, di volontariato, culturali o altro, all’interno e all’esterno del condominio solidale.

2.3 Il Condominio solidale

Riteniamo pertanto che, in una fondamentale dimensione di apertura e di relazione con altre realtà del territorio, gli elementi che caratterizzeranno il condominio solidale di Salvaro siano: spazi familiari spazi di accoglienza foresteria per attività sociale e di sensibilizzazione anche culturale spazi per attività lavorative e di autoproduzione

In particolare, il vicinato solidale delle comunità di famiglie, nei limiti delle loro possibilità, potrà dare il proprio contributo nel: predisporre all' interno della struttura spazi abitativi autonomi dove persone e famiglie ferite (separazioni, malattie, vecchiaia...), che hanno bisogno di una loro autonomia ma nello stesso tempo necessitano di una relazione che possa essere di sostegno, possano godere di una vicinanza significativa; affiancare realtà socialmente assistite per dare vita a progetti in cui il condominio solidale offra a minori, anziani, svantaggiati presi in carico dallo Stato sociale, un terreno di comunicazione dove il calore dell'affettività è presente e spazi in comune dove scambiare la relativa umanità; mostrare, attraverso la visibile quotidianità dei condomini solidali, che un altro modo di vita é possibile, dove la fraternità e la fiducia sono alla base delle relazioni, si cerca un equilibrato rapporto con la natura e la tecnologia, si fa un sobrio uso delle risorse e si considera la felicità propria non disgiunta dall'attenzione agli altri in un messaggio di speranza che rappresenta un grande dono sociale.

Concretamente sono già in corso alcune attività e contatti con realtà locali con le quali si stanno ricercando possibili collaborazioni e progettualità comuni, come ad esempio: l’associazione che si occupa di disabilità “Passo a Passo”, attraverso la relazione con il presidente Danilo Rasia; la cooperativa sociale CSAPSA, che gestisce un centro residenziale diurno a Porretta; i comboniani in partenza o di ritorno da progetti nel sud del mondo, attraverso padre Nobili; il percorso sulla pace e la memoria della famiglia Lanzarini di Monteumiano, nell'ambito dell'associazione Terra Memoria e Pace, e la collaborazione nello sviluppo dell’attività agricola ad esso collegato.

2.4 Suddivisione spazi e gradualità

Come detto sopra, per mantenere un rapporto positivo e vitale tra le diverse componenti che saranno presenti a Salvaro - comunità familiare, accoglienza fragilità sociali foresteria e in futuro possibili spazi anche per la dimensione lavorativa - è necessaria una gestione equilibrata degli spazi e la valorizzazione dell'ambiente agricolo circostante attraverso la cura del verde e l'autoproduzione.

Nella fase di avvio del condominio solidale si pensa di realizzare la seguente suddivisione degli spazi familiari: i due nuclei familiari più piccoli negli appartamenti a destra della chiesa; un terzo nell’appartamento da ampliare della canonica (ex appartamento dei marocchini); il quarto nella casa dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero.

Si ipotizza, quando sarà possibile, di realizzare interventi di ristrutturazione del cantinone, della casa dell’Istituto (caniccio, cantina) e del fienile, per concretizzare le progettualità di cui si è detto e possibilmente ampliare la foresteria, ora utilizzabile solo in parte. La presenza di una foresteria infatti costituisce uno spazio di scambio, di conoscenza e di reciproco arricchimento per la comunità di famiglie e le realtà socialmente attive del territorio.

Prerogativa della comunità di famiglie é assolvere funzioni di vicinato solidale con fragilità sociali assistite. Perché tutti traggano beneficio da questa vicinanza riteniamo che gli spazi destinati all'accoglienza non debbano essere preponderanti rispetto a quelli destinati alle famiglie; ciò per dare da un lato un valore significativo alle presenze familiari e per evitare, dall'altro, fenomeni di ghettizzazione. Per valorizzare reciprocamente il ruolo di chi gestirà le accoglienze e delle famiglie pensiamo che sia indispensabile un dialogo e una condivisione costante delle modalità operative e delle problematicità. Ogni famiglia si aprirà all'accoglienza, nei propri spazi abitativi o in spazi autonomi attigui, secondo modalità e tempi che determinerà da sé in funzione delle proprie dinamiche familiari.

Infine, riteniamo importante che l'attuazione del progetto sia graduale: questo per rispettare i tempi delle famiglie e consentire una fruttuosa relazione con la comunità locale; comunità che riteniamo debba essere coinvolta sia nella fase di realizzazione e verifica, attraverso la comunicazione di intenti ed aspettative.

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